venerdì 14 agosto 2015

L'orrore di Cohen e "Il futuro" di De Gregori



Francesco De Gregori ha tradotto The Future di Leonard Cohen e lo ha cantato il 25 marzo del 2015 al Nelson Mandela Forum a Firenze. Prima di interpretare il grande poeta canadese (Cohen nasce come poeta, poi diventa cantante) dice queste testuali parole: “… è stata tradotta da una canzone di Leonard Cohen che si chiama “The future”…. cioè “Il futuro”….. perché ve lo dico…. perché la canzone è una canzone terribile, è una canzone che dice cose abbastanza dure allora non vorrei che voi pensate che queste cose le ha scritte Francesco che è così buono (ride)… di Leonard Cohen… io ho solo tradotto”.
Il Futuro di Leonard Cohen è una canzone pubblicata nel 1992, forse uno dei più bei pezzi della canzone nordamericana, ed è stata usata anche come colonna sonora del film Natural Born Killer di Oliver Stone. È un pezzo apocalittico, la cui narrazione si sviluppa su due livelli, crisi dell’individuo quindi crisi dell’umanità intera – e ancora, da una parte l’artista, dall’altra parte l’assassino, che nel medesimo corpo si alternano come due demoni o magari sono solo frutto di una “più semplice” scissione della personalità.
L’artista, perduti i valori e in balia di un relativismo estremo, confonde l’arte con la morte lasciando spazio all’assassino. Non è un caso che un verso citi Charlie Manson, che si credeva poeta e cantante, profeta, e via dicendo, noi tutti conosciamo la sua storia. L’elemento politico in Cohen è sempre molto presente assieme a quello religioso – lui è un ebreo convertitosi al buddismo.
Cohen proviene da un secolo in cui i colori erano ben distinti. Certo, c’era la guerra fredda, c’erano i nazisti, i comunisti, c’erano state due guerre mondiali ma esisteva comunque un ordine di valori. In questi giorni, invece, i nostri giorni, pare che questo ordine sia caduto e abbia trasformato la guerra tra nazioni in guerra tra persone. Eravamo ragazzi quando il male assoluto percepito dalle masse, almeno qui da noi in Italia, era il nazista… che uccideva i popoli. Oggi c’è il serial killer… che seleziona gli individui. La grandiosità di questo pezzo sta nel fatto che dai suoi versi scaturiscono sempre due immagini.
Il primo verso, “Give me back my broken night” che ricorda la frase idiomatica “broken sleep” sta ad indicare una notte in cui non si è dormito bene, quindi da una parte la nottataccia dell’individuo perverso e dall’altra un riferimento agli anni passati della Guerra Fredda. “Restituiscimi la mia nottataccia”, restituiscimi il mio tempo, con un riferimento agli specchi e alla vita segreta, cioè alla ricerca di sé e del senso segreto della vita, ma allo stesso tempo è la descrizione del luogo oscuro dove l’assassino agisce e soddisfa le sue pulsioni omicidiarie.
“It’s lonly here”, vuole indietro il suo tempo andato perché adesso si sente solo. Si passa dai ricordi del passato alla scena attuale in cui non riesce a vivere e vuole uccidere. La fine del secolo scorso, e dei suoi sistemi, ha lasciato un buco che lui cerca quotidianamente di colmare con il suo lavoro che – vivendo noi in una società capitalistica che si ciba del mondo – non può che essere sporco: “there's no one left to torture”.
La consapevolezza che non ci sia più nessuno da torturare, risveglia in lui l’istinto di volere di più… il perpetuo desiderio di ogni cosa… e nella sua follia (della quotidianità) sembra quasi invocare il diavolo: “Give me absolute control over every living soul”. Non è forse questo il fine ultimo di ogni rispettabilissimo businessman di questo mondo (occidentale)? Il controllo totale delle anime, dei loro desideri, con una lucidità estrema, cioè una mancanza di sentimento che è tipica dell’omicida seriale, psicopatico per definizione.
Nella scena in cui lui vive questa sofferenza, questo vuoto, immagina un’anima, che chiama baby, è una donna, e le ordina di stendersi al suo fianco e di farlo perché, per l’appunto, è un ordine, il suo ordine, che controlla le anime del mondo. E ancora le dice di dargli il suo crack e il sesso anale e di afferrare (un bellissimo riferimento al problema della deforestazione) l’ultimo albero rimasto con un chiaro riferimento al proprio sesso e finisce con un intraducibile e precisissimo “and stuff it up the hole in your culture”.
Il contenuto politico di cui abbiamo parlato all’inizio è chiarissimo nei seguenti versi: “Give me back the Berlin wall, give me Stalin and St Paul, I've seen the future, brother: it is murder”. Lui vede il mondo oggi come gira e chiede indietro il muro di Berlino, addirittura Stalin ma soprattutto San Paolo che è per gli ebrei un po’ come Giuda per i cristiani, il grande traditore. E li vuole indietro perché ha visto il futuro: è un assassinio perpetuo e ormai insensato perché il nostro Occidente non uccide più per sopravvivere, bensì per soddisfare desideri superflui: cellulari, vacanze, macchine superpotenti. E ciò per Cohen è come gli omicidi dei serial killer i: essi uccidono perché provano piacere, un piacere per davvero superfluo, che non ha senso, il sangue degli altri.
A questo punto Cohen usa un verbo inglese molto bello, che significa sia “scorrere” che “cadere” : to slide.
“Things are going to slide, slide in all directions, Won't be nothing, Nothing you can measure anymore”. Tento una traduzione: le cose scorreranno, cadranno in tutte le direzioni… e non ci sarà più niente che tu possa misurare.
Il relativismo assoluto ha vinto. Il grande freddo ha penetrato l’uscio, è dentro di noi, e ha capovolto i nostri valori, ha dilaniato l’anima. “E quando mi chiedono di pentirmi”, infatti, “non capisco a cosa si riferiscano”. Ecco, l’individuo non comprende il proprio delitto, proprio perché la vita dell’altro ha perduto ogni valore, è semplicemente un prodotto per soddisfare i suoi bisogni sessuali.
Qui agisce di nuovo una sorta di doppio: “You don't know me from the wind
you never will, you never did”.
Ogni qualvolta ha tirato questo vento, tu non mi hai mai riconosciuto, non hai mai capito cosa stesse accadendo.
C’è forse qualcuno di noi che riconosce o sente la terza guerra mondiale che ci circonda?
Ci siamo nel mezzo, ma nessuno la vede.
“I'm the little jew who wrote the Bible”… e risponde che lui è il piccolo ebreo che ha scritto la Bibbia, quasi a dire “io di queste cose me ne intendo, la puzza di morte, il suo vento, la sento”. Io, in qualità di ebreo – dove ebreo a mio avviso non sta più a indicare solo l’ebreo, ma la vittima in generale – io ho veduto nascere e cadere nazioni, ho sentito le loro storie, e mi hanno raccontato che l’amore è il solo motore della sopravvivenza (“I've seen the nations rise and fall, I've heard their stories, heard them all, but love's the only engine of survival).
E allora ecco che l’artista che si era smarrito torna in sé: “Al tuo servo è stato detto di dirlo chiaramente”.
Cosa? “Che il vento sta arrivando”. Ma l’assassino prende di nuovo il sopravvento: “It's over, it ain't going any further, And now the wheels of heaven stop, you feel the devil's riding crop, Get ready for the future: it is murder”.
È finita, le strada che porta al paradiso è chiusa, puoi sentire il frustino del diavolo. Preparati per il futuro… è solo omicidio.
E continua dicendo: “L’antico codice occidentale – che è un codice di guerra – prenderà il sopravvento su tutto, entrerà nella tua vita privata, in essa esploderà all’improvviso, e ci saranno spettri e fuochi in strada…. ed ecco l’uomo bianco danzare mentre tu vedrai la tua donna appesa a testa in giù, i suoi lineamenti coperti da una vestaglia e tanti piccoli poeti fastidiosi tutti intorno che si atteggeranno in squalificanti imitazioni di Charlie Manson. Quindi ridatemi il muro di Berlino, Stalin, San Paolo, Cristo, ma anche Hiroshima – e distruggilo ora un altro feto! Fallo! Tanto a noi i bambini non piacciono più. Ho visto il futuro, è solo omicidio.
Ci sono ritornelli, e poi la canzone finisce. Vediamo invece come è stato tradotto da Francesco De Gregori:
Give me back my broken night / Prendimi la mia sigaretta
my mirrored room, my secret life
it's lonely here, / e stanza, la mia vita vuota
there's no one left to torture / Senza niente più da torturare
Give me absolute control
over every living soul / Dammi un’assoluta maestà su tutti
And lie beside me, baby, / E stenditi vicino a me
that's an order! / e fa come ti ho detto!
Give me crack and anal sex / Dammi fumo sesso estremo
Take the only tree that's left / e che mi resti pulito
and stuff it up the hole
in your culture / E ficcalo nel buco del tuo ego
Give me back the Berlin wall / Prendimi Berlino, il Muro,
give me Stalin and St Paul / Stalin con il suo breviario
I've seen the future, brother: / Il futuro
it is murder / è tutto nero
Things are going to slide, / È tutto, tutto sempre
slide in all directions / perdersi del tutto
Won't be nothing / E niente, niente
Nothing you can measure anymore / si può misurare più
The blizzard, the blizzard of the world / E tutto il tempo
has crossed the threshold / bussa alla finestra e
and it has overturned / la tempesta non la
the order of the soul / puoi fermare più
When they said/ Tutti dicono pentiti
REPENT REPENT / pentiti, pentiti
I wonder what they meant / Ma cosa dicono?
When they said / Tutti dicono pentiti
REPENT REPENT / pentiti, pentiti
I wonder what they meant / Ma cosa vogliono?
When they said /…
REPENT REPENT /…
I wonder what they meant /…
You don't know me from the wind / Tu non puoi
you never will, you never did / confondermi con il vento
I'm the little jew / Tu lo sai che io sono l’angelo
who wrote the Bible / del vecchio testamento
I've seen the nations rise and fall / Ho visto il mondo nascere e cadere
I've heard their stories, heard them all / so la storia,
but love's the only engine of survival / il motore della vita è l’amore
Your servant here, he has been told / …
to say it clear, to say it cold: /…
It's over, it ain't going /…
any further /…
And now the wheels of heaven stop /…
you feel the devil's riding crop / …
Get ready for the future: / …
it is murder / …
Things are going to slide / ...
There'll be the breaking of the ancient / Vederla forte e chiaro quella
western code / nostra civiltà
Your private life will suddenly explode / La privacy fra poco esploderà
There'll be phantoms / …
There'll be fires on the road / ci saranno fuochi accesi
and the white man dancing / Per la via ed un bianco ballerino
You'll see a woman / Vedrai una donna
hanging upside down / appesa a testa in giù
her features covered by her fallen gown / La faccia non si riconosce più
and all the lousy little poets / E giovani poeti
coming round / tutti intorno fare
tryin' to sound like Charlie Manson / Il verso all’assassino
and the white man dancin' / …
Give me back the Berlin wall / Prendimi Berlino, il Muro
Give me Stalin and St Paul / Stalin con io suo rosario
Give me Christ / Dammi Cristo
or give me Hiroshima / e dammi il suo calvario
Destroy another fetus now / Uccidi un’altra vita,
We don't like children anyhow / l’occasione è il tuo lavoro
I've seen the future, baby: / Il futuro l’ho veduto
it is murder / è tutto nero
Io adesso mi rendo conto che per necessità anche musicali, quando si traduce una canzone, ci debbano essere delle forzature. Oltre a far notare che lì dove vedete i puntini i versi non sono stati tradotti, devo aggiungere che ci sono due punti, a mio avviso due errori grossi, che fanno crollare del tutto questo tentativo di riprodurre in italiano il pezzo di Cohen. Un errore riguarda il messaggio del testo, un altro il pensiero di Cohen.
Il pensiero di Cohen riguardo all’aborto è il seguente: non è d’accordo. Per lui ogni scintilla di vita è sacra. Lui in fatto dice: “Destroy another fetus now” e non destroy another life now. Se ami Cohen tanto da tradurlo non puoi toccare un punto essenziale del suo percorso religioso.

Il significato della canzone è il seguente: oggi l’orrore si snocciola senza una motivazione, il secolo scorso almeno aveva una motivazione, dei valori, quindi dammi indietro il Muro di Berlino, Stalin, San Paul, Hiroshima e non “prendimi” come ha tradotto De Gregori perché così casca tutto, crei un altro significato, quindi un’altra canzone.
Consequenzialmente , questa terribile canzone (la traduzione) non l’ha scritta Cohen, bensì Francesco De Gregori.

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